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Notizie (lista consultabile)

Riva Trigoso, 23 novembre 2017 - Assemblea Pubblica sul futuro di ASL4

Manifesto Assemblea Pubblica Sanità

Da A.M.A.Li. : Genova, 24 novembre 2017 - Intervisioni Facilitatori Gruppi Auto Mutuo Aiuto

gruppo ama 4

A.M.A.Li. - Associazione di Volontariato per il coordinamento dell’Auto Mutuo Aiuto in Liguria - Onlus

Via Beato Ottaviano 8/11 – 17100 – Savona

Cell. 346/8254086 (Sv) – 347/4865220 (Sv) – 339/6388600 (Im) – 338/5340327 (Ge) – Mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

CODICE FISCALE:  95137060109 - Iscritta al Registro del Volontariato  n. 2993  - 11/10/2010

www.automutuoaiuto-liguria.it 

A.M.A.Li.   vi invita  a partecipare all’INTERVISIONE

 dei  FACILITATORI GRUPPI A.M.A.  di GENOVA e Provincia

Venerdi’ 24 novembre 2017 ALLE ORE 16,00

Genova - Via Asilo Garbarino,  6 B -   Centro di Solidarietà

 L’intervisione è   il gruppo di Auto Mutuo Aiuto dei facilitatori di gruppi A.M.A.,  dedicato esclusivamente a loro, per  avere la possibilità  di scambiare  risorse e difficoltà che emergono nel percorso di facilitazione di gruppi A.M.A, per conoscersi e collaborare, con  la supervisione del Dottor Tria, che  accompagna  questo percorso.

A questo prezioso momento di condivisione sono invitate tutte le associazioni che hanno gruppi di auto mutuo aiuto, anche  le
FRATELLANZE DEI 12 PASSI,  per un  arricchimento reciproco

Per informazioni sui gruppi di Auto Mutuo Aiuto attivi in Liguria, che ci hanno autorizzato ad essere nella mappatura,  potete visitare il sito: www.automutuoaiuto-liguria.it; se desiderate  essere inseriti per arricchire la mappatura è sufficiente  inviare una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. e vi sarà inviato il modulo da compilare per l'autorizzazione, nulla vi verrà chiesto in cambio.

 Siamo anche su facebookAUTOMUTUOAIUTO-LIGURIA-A.M.A.Li. -  Comunità 

Per informazioni chiamare: Nanni  38 534  0327  o   Giovanni 392 497  o scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 Cordiali saluti da A.M.A.Li. e dai facilitatori di gruppi A.M.A.


Maria Mensitieri: Presidente Associazione di Volontariato A.M.A.Li - Onlus
Via Beato Ottaviano 8/11 – 17100 Savona
Mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.;
Cell.: 346/8254086

Da Rete Sicomoro : È moralmente lecito rinunciare all’accanimento terapeutico - Messaggio del Papa sulle questioni del fine-vita

Le parole di Papa FrancescoMessaggio di Papa Francesco ai partecipanti al meeting regionale europeo della "World Medical Association" sulle questioni del "fine-vita", tenutosi dal 16 al 17 novembre 2017:
 
 
 
Al Venerato Fratello
Mons. Vincenzo Paglia
Presidente della Pontificia Accademia per la Vita
Invio il mio cordiale saluto a Lei e a tutti i partecipanti al Meeting Regionale Europeo della World Medical Association sulle questioni del cosiddetto “fine-vita”, organizzato in Vaticano unitamente alla Pontificia Accademia per la Vita. Il vostro incontro si concentrerà sulle domande che riguardano la fine della vita terrena. Sono domande che hanno sempre interpellato l’umanità, ma oggi assumono forme nuove per l’evoluzione delle conoscenze e degli strumenti tecnici resi disponibili dall’ingegno umano.
La medicina ha infatti sviluppato una sempre maggiore capacità terapeutica, che ha permesso di sconfiggere molte malattie, di migliorare la salute e prolungare il tempo della vita. Essa ha dunque svolto un ruolo molto positivo. D’altra parte, oggi è anche possibile protrarre la vita in condizioni che in passato non si potevano neanche immaginare.
Gli interventi sul corpo umano diventano sempre più efficaci, ma non sempre sono risolutivi: possono sostenere funzioni biologiche divenute insufficienti, o addirittura sostituirle, ma questo non equivale a promuovere la salute. Occorre quindi un supplemento di saggezza, perché oggi è più insidiosa la tentazione di insistere con trattamenti che producono potenti effetti sul corpo, ma talora non giovano al bene integrale della persona.
Il Papa Pio XII, in un memorabile discorso rivolto 60 anni fa ad anestesisti e rianimatori, affermò che non c’è obbligo di impiegare sempre tutti i mezzi terapeutici potenzialmente disponibili e che, in casi ben determinati, è lecito astenersene (cfr Acta Apostolicae Sedis XLIX [1957],1027-1033). È dunque moralmente lecito rinunciare all’applicazione di mezzi terapeutici, o sospenderli, quando il loro impiego non corrisponde a quel criterio etico e umanistico che verrà in seguito definito “proporzionalità delle cure” (cfr Congregazione per la Dottrina della Fede, Dichiarazione sull’eutanasia, 5 maggio 1980, IV: Acta Apostolicae Sedis LXXII [1980], 542-552).
L’aspetto peculiare di tale criterio è che prende in considerazione «il risultato che ci si può aspettare, tenuto conto delle condizioni dell’ammalato e delle sue forze fisiche e morali» (ibid.). Consente quindi di giungere a una decisione che si qualifica moralmente come rinuncia all’“accanimento terapeutico”.
È una scelta che assume responsabilmente il limite della condizione umana mortale, nel momento in cui prende atto di non poterlo più contrastare. «Non si vuole così procurare la morte: si accetta di non poterla impedire», come specifica il Catechismo della Chiesa Cattolica (n. 2278). Questa differenza di prospettiva restituisce umanità all’accompagnamento del morire, senza aprire giustificazioni alla soppressione del vivere.
Vediamo bene, infatti, che non attivare mezzi sproporzionati o sospenderne l’uso, equivale a evitare l’accanimento terapeutico, cioè compiere un’azione che ha un significato etico completamente diverso dall’eutanasia, che rimane sempre illecita, in quanto si propone di interrompere la vita, procurando la morte. Certo, quando ci immergiamo nella concretezza delle congiunture drammatiche e nella pratica clinica, i fattori che entrano in gioco sono spesso difficili da valutare.
Per stabilire se un intervento medico clinicamente appropriato sia effettivamente proporzionato non è sufficiente applicare in modo meccanico una regola generale. Occorre un attento discernimento, che consideri l’oggetto morale, le circostanze e le intenzioni dei soggetti coinvolti. La dimensione personale e relazionale della vita – e del morire stesso, che è pur sempre un momento estremo del vivere – deve avere, nella cura e nell’accompagnamento del malato, uno spazio adeguato alla dignità dell’essere umano.
In questo percorso la persona malata riveste il ruolo principale. Lo dice con chiarezza ilCatechismo della Chiesa Cattolica: «Le decisioni devono essere prese dal paziente, se ne ha la competenza e la capacità» (ibid.). È anzitutto lui che ha titolo, ovviamente in dialogo con i medici, di valutare i trattamenti che gli vengono proposti e giudicare sulla loro effettiva proporzionalità nella situazione concreta, rendendone doverosa la rinuncia qualora tale proporzionalità fosse riconosciuta mancante.
È una valutazione non facile nell’odierna attività medica, in cui la relazione terapeutica si fa sempre più frammentata e l’atto medico deve assumere molteplici mediazioni, richieste dal contesto tecnologico e organizzativo. Va poi notato il fatto che questi processi valutativi sono sottoposti al condizionamento del crescente divario di opportunità, favorito dall’azione combinata della potenza tecnoscientifica e degli interessi economici.
Trattamenti progressivamente più sofisticati e costosi sono accessibili a fasce sempre più ristrette e privilegiate di persone e di popolazioni, ponendo serie domande sulla sostenibilità dei servizi sanitari. Una tendenza per così dire sistemica all’incremento dell’ineguaglianza terapeutica. Essa è ben visibile a livello globale, soprattutto comparando i diversi continenti. Ma è presente anche all’interno dei Paesi più ricchi, dove l’accesso alle cure rischia di dipendere più dalla disponibilità economica delle persone che dalle effettive esigenze di cura.
Nella complessità determinata dall’incidenza di questi diversi fattori sulla pratica clinica, ma anche sulla cultura della medicina in generale, occorre dunque tenere in assoluta evidenza il comandamento supremo della prossimità responsabile, come chiaramente appare nella pagina evangelica del Samaritano (cfr Luca 10, 25-37). Si potrebbe dire che l’imperativo categorico è quello di non abbandonare mai il malato.
L’angoscia della condizione che ci porta sulla soglia del limite umano supremo, e le scelte difficili che occorre assumere, ci espongono alla tentazione di sottrarci alla relazione. Ma questo è il luogo in cui ci vengono chiesti amore e vicinanza, più di ogni altra cosa, riconoscendo il limite che tutti ci accumuna e proprio lì rendendoci solidali.
Ciascuno dia amore nel modo che gli è proprio: come padre o madre, figlio o figlia, fratello o sorella, medico o infermiere. Ma lo dia! E se sappiamo che della malattia non possiamo sempre garantire la guarigione, della persona vivente possiamo e dobbiamo sempre prenderci cura: senza abbreviare noi stessi la sua vita, ma anche senza accanirci inutilmente contro la sua morte. In questa linea si muove la medicina palliativa. Essa riveste una grande importanza anche sul piano culturale, impegnandosi a combattere tutto ciò che rende il morire più angoscioso e sofferto, ossia il dolore e la solitudine.
In seno alle società democratiche, argomenti delicati come questi vanno affrontati con pacatezza: in modo serio e riflessivo, e ben disposti a trovare soluzioni – anche normative – il più possibile condivise. Da una parte, infatti, occorre tenere conto della diversità delle visioni del mondo, delle convinzioni etiche e delle appartenenze religiose, in un clima di reciproco ascolto e accoglienza. D’altra parte lo Stato non può rinunciare a tutelare tutti i soggetti coinvolti, difendendo la fondamentale uguaglianza per cui ciascuno è riconosciuto dal diritto come essere umano che vive insieme agli altri in società.
Una particolare attenzione va riservata ai più deboli, che non possono far valere da soli i propri interessi. Se questo nucleo di valori essenziali alla convivenza viene meno, cade anche la possibilità di intendersi su quel riconoscimento dell’altro che è presupposto di ogni dialogo e della stessa vita associata. Anche la legislazione in campo medico e sanitario richiede questa ampia visione e uno sguardo complessivo su cosa maggiormente promuova il bene comune nelle situazioni concrete.
Nella speranza che queste riflessioni possano esservi di aiuto, vi auguro di cuore che il vostro incontro si svolga in un clima sereno e costruttivo; che possiate individuare le vie più adeguate per affrontare queste delicate questioni, in vista del bene di tutti coloro che incontrate e con cui collaborate nella vostra esigente professione.
Il Signore vi benedica e la Madonna vi protegga.  

Da NON UNA DI MENO : 25 novembre 2017, Roma - Manifestazione Nazionale

non una di menoSiamo la marea che ha attraversato le strade di Roma lo scorso 26 novembre. Siamo le stesse che l’8 marzo  hanno costruito il primo sciopero globale insieme alle donne di tutto il mondo, dalla Polonia all’Argentina, dagli Stati Uniti alla Turchia, dalla Spagna al Brasile. Il prossimo 25 novembre inonderemo di nuovo le strade di Roma, per lanciare un messaggio chiaro: non ci fermeremo finché non saremo libere dalla violenza maschile e di genere in tutte le sue forme.

In un anno di mobilitazioni, campagne, assemblee nazionali e tematiche, mettendo in rete esperienze e saperi femministi, abbiamo scritto un Piano femminista contro la violenza maschile e di genere, uno strumento di lotta e di rivendicazione, un documento di proposta e di azione che porteremo in piazza a Roma il 25 novembre. Un documento politico femminista che considera la violenza maschile e di genere come fenomeno strutturale e sistemico, che non può essere affrontato aumentando le pene dei reati o con approcci emergenziali ma a partire dall’esperienza dei centri antiviolenza e del movimento femminista. Per contrastare la violenza maschile e di genere nella sua complessità, non vogliamo più polizia nelle strade e nemmeno assistenza, ma autonomia, libertà e giustizia sociale!

Combattere la violenza maschile e di genere significa mettere in discussione la cultura e i rapporti sociali che la sostengono. Non abbiamo bisogno di tutori o guardiani, non siamo vittime e non ce la siamo cercata. Lottiamo per un cambiamento strutturale, a partire dalla scuola, dal lavoro, dalla salute, dall’amministrazione della giustizia e dai media, pretendiamo il rispetto dei nostri percorsi di libertà e autodeterminazione e della nostra indipendenza. Per questo reclamiamo i mezzi e le risorse per autodeterminarci e scegliere sulle nostre vite.

Il Piano è il nostro programma di lotta contro la violenza patriarcale e capitalistica. Non ci fermeremo di fronte agli stupri e femminicidi quotidiani. Non ci fermeremo fino a quando non otterremo la libertà dalla violenza sessista che viviamo nei posti di lavoro, dalle molestie, dalle discriminazioni e dagli abusi di potere, ma anche quella quotidiana dello sfruttamento e della precarietà. Non ci fermeremo finché non saremo libere dalla violenza che viviamo quando i tagli di bilancio programmati dai governi nazionali ed europei impoveriscono le nostre vite e attaccano i centri antiviolenza e la loro autonomia. Non ci fermeremo finché non saremo libere dalla violenza sui social media e dei giornali, che ci colpevolizzano o vittimizzano silenziandoci.

Non ci fermeremo finché non saremo libere dalla violenza del razzismo istituzionale e dei confini, finché gli stupri saranno strumentalizzati per giustificare il razzismo in nome delle donne. Non ci fermeremo finché non saranno abolite le misure istituzionali che di fatto espongono le donne migranti a quotidiane violenze nei campi profughi, come gli accordi bilaterali con Libia e Turchia, e che aggrediscono migranti, prostitute e donne trans in nome di un inaccettabile “decoro”, come le leggi Minniti.

Inonderemo lo spazio pubblico per affermare la determinazione delle nostre rivendicazioni, delle nostre pratiche quotidiane di cambiamento, mutualismo e solidarietà: la forza di migliaia di donne, trans e queer unite che si riconoscono nel #Metoo, Anche Io, per trasformarlo in #WeToogether, Noi Insieme.

Saremo nelle strade a lottare per la nostra autonomia. Vogliamo libertà di movimento nelle città e attraverso i confini, il potere di decidere delle nostre vite negli ospedali e nei tribunali, di scegliere il nostro destino fuori da ruoli che ci vengono imposti. Vogliamo un reddito di autodeterminazione, un salario minimo europeo, welfare e diritti, per essere libere di scegliere sui nostri corpi e le nostre vite.

Non ci fermeremo: abbiamo un Piano!

Da SeNonOraQuando Genova - 25 novembre 2017 - Scarpe rosse contro la violenza sulle Donne

ScarpeRosseSNOQScarpe rosse 
contro la Violenza sulle donne
25 novembre 2017
Giardini Luzzati

Alcune paia di scarpe rosse per dire “basta” alla violenza di genere.
Senonoraquando Genova, da sempre impegnata nella lotta contro la violenza sulle donne, allestirà una installazione "aerea" per riproporre creativamente quella dell’artista messicana Elina Chauvet, poi ripresa in innumerevoli occasioni in tutto il mondo, per onorare la memoria delle vittime di femminicidio e tenere alta l'attenzione per questa particolare forma di violenza. 
Da alcuni anni possiamo dire che la violenza di genere è ormai socialmente riconosciuta , ha travalicato i confini dei paesi per diventare riconosciuta come un problema globale. La radice di tale violenza risiede nella millenaria cultura patriarcale nella quale è socialmente accettata la sottomissione della donna alla volontà e ai bisogni degli uomini. È venuto il momento per pensare e costruire nuovi paradigmi e immaginari che regolino le relazioni fra i diversi generi. Il 25 novembre, giornata internazionale contro la violenza sulle donne, serve anche a questo a immaginare nuovi modi di stare insieme!

 

 Comitato Senonoraquando Genova

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Gruppo Facebook: Senonoraquando Genova

Twitter: @snoqgenova

Youtube: Senonoraquando Genova

Da A.F.M.A. : Mostra fotografica "I colori di Sestri" - GE-Sestri, dal 25 novembre 2017

MOSTRA FOTO afma 1Sabato 25 Novembre, presso la nostra sede, in Via Merano 3 a Sestri Ponente, si terrà l'inaugurazione della mostra fotografica di Carlo Minotti  "I colori di Sestri".

Allestimento a cura di Lorenzo Massobrio. 

Nell'occasione ci sarà un intrattenimento musicale a cura della scuola "Musichiamo" di Lucia Verzillo con Franco Albanese e Franco Ghiglione.
L'aperitivo sarà offerto dalla nostra Associazione.
La mostra resterà aperta tutti i giorni dalle ore 10,00 alle ore 19,00.
Su richiesta e previo appuntamento si potrà accedere anche nelle ore serali.
L'accesso è libero e gratuito.
 
"MOSTRA FOTOGRAFICA
“I COLORI DI SESTRI “
DAL 25/11/2017 AL 25/12/2017
Villa Viganego - Via Merano, 3 16154 Genova
Viaggio visivo attraverso i colori di Sestri Ponente
 
Non è una documentazione turistico-geografica tradizionale, e nemmeno lo vuole essere. E’ piuttosto un percorso dove la maggior parte degli scatti nasce dall’istinto e
dalla curiosità, dal desiderio di fare proprie le luci e i colori con la grande varietà di sfumature che si presentano. Al tempo stesso la modalità espressiva del foto mosaico stravolge il concetto di riproduzione fedele. E’ la città “reinventata” che mi interessa, quasi in un gioco di sfida alla ragionevolezza. Seguire solo la bellezza, la forma, le luci e le ombre. Per dire a me stesso semplicemente: “Va bene così”.
In questa realtà lo spettatore viene coinvolto (così almeno credo) lasciandosi guidare per mano. “Che belle foto!” spesso mi dicono… E ciascuno “riscopre” la “propria” Sestri, a partire da quelle immagini.
La lettura delle fotografie a volte non è immediata si presta a incertezze interpretative. Tutto ciò non fa che alimentare la curiosità e il desiderio di capire meglio i luoghi dove viviamo. Sotto forma di un gioco si instaura con l’immagine un rapporto che coinvolge anche ricordi e impressioni personali.
Carlo Minotti"
 
AFMA Genova ONLUS
Associazione Famiglie Malati di Alzheimer 
Sede Legale: Via Merano 3  16154 Genova
Tel. Presidenza:335 7297851
Tel. Segreteria: 345 3057155
e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
sito web: www.afmagenova.org
 

Comunicato Stampa - Un Manifesto per la Scuola aperta a tutti e a tutte

scuola aperta tutte tutti local900X200

 

Un Manifesto per la Scuola aperta a tutti e a tutte

Comunicato stampa FLC CGIL, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals Confsal.

16/11/2017
 

Il 18 novembre FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola Rua e SNALS Confsal diffonderanno, con iniziative organizzate in tutta Italia, il Manifesto per la Scuola. La Scuola è aperta a tutti e a tutte, già presentato alla stampa giovedì scorso in concomitanza con l’apertura delle trattative per il rinnovo del contratto.

Sottoscrivi il manifesto online

L‘appuntamento principale si svolgerà simbolicamente al Teatro Giotto di Vicchio (FI), comune di cui fa parte Barbiana, dove si è realizzata la straordinaria esperienza della scuola di Don Lorenzo Milani, della cui scomparsa ricorre quest’anno il cinquantesimo anniversario.

Il Manifesto rilancia un’idea di scuola come bene comune che appartiene al Paese, aperta e inclusiva, pronta ad accogliere anche i “nuovi italiani” e chiunque viva nel nostro Paese; una scuola fondata sul pluralismo, sull’autonomia e la collegialità e che afferma la centralità della persona all’interno del processo educativo; che garantisce il diritto all’apprendimento a tutte e a tutti.

In questa idea di Scuola, ispirata ai valori della Costituzione, è centrale lo studente, ma lo sono anche il lavoro e la professionalità di tutto il personale che, a diverso titolo, concorre alla progettazione e alla realizzazione del progetto educativo.

FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola RUA e SNALS Confsal chiedono da tempo che a una più chiara consapevolezza del ruolo fondamentale svolto dalla scuola nel promuovere crescita e sviluppo delle persone, corrisponda anche un adeguato riconoscimento normativo e retributivo di tutte le professionalità che vi operano; rivendicano a tal fine scelte politiche indispensabili a colmare il divario che vede l’Italia ancora lontana dalla media dei Paesi OCSE per quanto riguarda sia gli investimenti in istruzione e formazione, sia le retribuzioni del personale scolastico.

Col Manifesto per la scuola e le iniziative in calendario il 18 novembre i sindacati promotori intendono sollecitare su queste tematiche un coinvolgimento ampio della società civile, ritenendo che anche il Contratto di lavoro per il cui rinnovo sono fortemente impegnati costituisca un indispensabile strumento per migliorare efficacia e qualità del sistema scolastico, nell’interesse delle giovani generazioni e dell’intera comunità sociale.

E' possibile sottoscrivere il Manifesto firmando la petizione online all'indirizzo: www.petizioni.net/manifesto-scuola-bene-comune

La Spezia - Programma Teatro Civico - Stagione 2017-2018

teatro laspezia

Nella speranza di farvi cosa gradita di seguito Vi comunichiamo il programma della Stagione d’Opera,Balletto & Musical 2017/2018
del Teatro Civico della Spezia.

In questa edizione, particolare attenzione è stata rivolta ai giovani/anziani ed ai gruppi di pubblico aderenti a Cral ed associazioni.
Maggiori informazioni: tel. 0187 716106 - tel. 0187 620419

ACQUISTA I TUOI BIGLIETTI QUI.......

Lunedì 6 Novembre 2017, ore 20.45
DIANA & LADY D
con Serena Autieri
Un musical scritto e diretto da Vincenzo Innocenzo

Sabato 25 Novembre 2017, ore 20.45
CARMEN
di G. Bizet
Opera lirica in quattro quadri

Mercoledì 29  Novembre 2017, ore  20.45 
Compagnia Almatanz e Compagnia Nazionale di Raffaele Paganini
da TANGO a BOLERO
 

Venerdì 22 Dicembre 2017, ore 20.45
LO SCHIACCIANOCI
con BALLETTO DI ROMA
Coreografie di Massimiliano Volpini

Mercoledì 3 Gennaio 2018, ore 20.45
IL LAGO DEI CIGNI
RUSSIAN STARS & MOSCOW STATE CLASSICAL BALLET

Sabato 6 Gennaio 2018, ore 17
IL PRINCIPE RANOCCHIO
IL MUSICAL / FAMILY SHOW

Martedì 16 Gennaio 2018, ore 20.45
Mercoledì 17 Gennaio 2018, ore 20.45
LA REGINA DI GHIACCIO
con LORELLA CUCCARINI
Musical ispirato alla Turandot di G. Puccini

Domenica 4 Febbraio 2018, ore 17
GIGI', INNAMORARSI A PARIGI
Compagnia Corrado Abbati
Musical/operetta

Sabato 24 Febbraio 2018, ore 20.45
LA BOHEME
di G. PUCCINI
Opera lirica in quattro quadri

Domenica 4 Marzo 2018, ore 17
IL MAGICO ZECCHINO D'ORO
MUSICAL / FAMILY SHOW
PRODUZIONE CORO DELL'ANTONIANO E FONDAZIONE AIDA